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Nasce il
30 giugno del 1975, figlio primogenito di Herbert Von
Hauchstoffen, discendente diretto di un cugino di terzo grado di
Wolfgang Amadeus Mozart. Fin dalla più tenera età i suoi genitori
lo educano alla musica sinfonica: le apine sulla sua culla
volteggiano al suono del Götterdämmerung di Wagner, e il piccolo
Dario dorme pochissimo. All’età di tredici anni è già passato a
Schönberg e ai dodecafonici, e i suoi compagni di classe, fan di
Madonna e dei Duran Duran, lo deridono e lo picchiano. Ferito,
Dario matura a poco a poco una ferrea volontà e una granitica
convinzione, che lo portano, quindicenne, ad intraprendere la
missione che ne segnerà l’esistenza: la composizione della Scala
Mesozoica. L’impresa è ardua è sfibrante, e i primi tentativi
provocano la fuga della governante Hilda, la morte del gatto
Siegfried e la repentina caduta della folta chioma fulva che
contraddistingue il giovane Dario. Sfiancato dallo sforzo, tenta
per ottantotto volte il suicidio, cercando di impiccarsi con ogni
singola corda del suo pianoforte, e solo il tempestivo incontro
con i Vappa, che lo ritrovano mentre ulula sul tetto di casa
propria tentando di evocare lo spirito di Keith Emerson, lo salva
dall’esaurimento nervoso. |